ERROR BY FRANCESCA NADALINI ERROR BY FRANCESCA NADALINI ERROR BY FRANCESCA NADALINI ERROR BY FRANCESCA NADALINI ERROR BY FRANCESCA NADALINI

ERROR BY FRANCESCA NADALINI

UNA RAMPA LO DIVIDEVA DA TUTTA QUELLA CONFUSIONE

URLARE, BALLARE, TOCCARE.

Cercava di seguire quelle linee rigide che si collegavano e
intersecandosi creavano geometrie nel cielo, nel quale egli si perdeva .

Avrebbe voluto urlare contro quel cemento , graffiarlo , colpirlo ripetutamente fino a farlo crollare. A mano a mano che avanzava nel corridoio , nella nuda ostilità di quelle mura, i pugni si serravano, i denti digrignavano e il passo si faceva più veloce. Al rumore di sottofondo si aggiunse l’eco dei sassolini che per l’impeto della camminata, sbattevano contro le pareti.
Ormai era difficile placare la rabbia . La mente si era annebbiata , coperta come da un velo rosso che gli i mpediva di vedere nitidamente la realtà . Non provava neanche a liberarsene , era stufo di celare i suoi pensieri ed era stufo di reprimere le sue emozioni . Quei suoni confusi ora gli sembravano
vicini , li sentiva sopra di sé.

Una rampa lo divideva da tutta quella confusione .

PAURE CHE CI GUARDANO, ASPETTANDO DI ESSERE INFRANTE.

TUTTE QUELLE STRUTTURE GRANDI E POSSENTI, LO FACEVANO SOLO SENTIRE IMPOTENTE ED INSIGNIFICANTE , SENZA IL MINIMO CONTROLLO .

NON SAPEVA COSA LO ATTENDESSE. IL TIMORE PERÒ ERA ASSENTE.
GLI FACEVA DA PADRONE SOLO LA RABBIA E LA DETERMINAZIONE DI VOLER PROVARE A LIBERARSI DA OGNI COSTRIZIONE.

LA MUSICA ERA ASSORTITA .
SUONI BASSI E SINCOPATI  SI INTRECCIAVANO CON IL LORO STESSO ECO CREANDO FORTI RUMORI CONFUSI CHE E NTRAVANO DALLE ORECCHIE E PASSAVANO DALLA BOCCA   FINO ALLO STOMACO, FACENDO VIBRARE IL PETTO E LA TESTA.

L’OSCURITÀ DI QUEL LUOGO VENIVA INTERROTTA ESCLUSIVAMENTE DA LAMPI DI LUCE CHE, COME SCHEGGE, RECIDEVANO IL BUIO E ATTRAVERSAVANO L’ENORME SOFFITTO COLPENDO GLI STESSI SUONI CONFUSI CHE RIMBALZAVANO DA UNA PARETE ALL’ALTRA.

GLI SPRAZZI DI LUCE FACEVANO INTRAVVEDERE A INTERMITTENZA LE MOVENZE DI UNA MASSA INFORMATA CHE EMETTEVA GRIDA , RISATE , PAROLE URLATE SENZA ALCUN SENSO. QUEL CEMENTO CHE PRIMA AVREBBE TANTO VOLUTO DISTRUGGERE ORA ERA RICOPERTO DI SCRITTE E DISEGNI SOVRAPPOSTI . NON C’ERANO FRENI, NON C’ERANO OSTACOLI, SI SENTIVA FINALMENTE LEGGERO.

LÌ ERA CHI VOLEVA ESSERE ,O MEGLIO, COME VOLEVA SENTIRE .

Narrare , partendo da    emozioni   e  pensieri introspettivi.
Osservare il mondo circostante e contemporaneamente se stessi, confrontarsi su pensieri o paure, studiare le persone e capire il perché delle azioni.

Trasformare tutto in racconto, rielaborarlo in collezione, usando colori forti e colori cupi per dare un’impronta decisa e sfrontata al concetto sommesso.


ERROR       

non fa eccezione a questo mio pensiero.

Questa collezione uomo, autunno/inverno 23/24, parte dal racconto di un ragazzo, costretto in una vita che non sente sua e, determinato al cambiamento, si lascia coinvolgere in tutte le trasgressioni che può trovare ad un rave.
Il pensiero di fondo è la voglia di fuggire dai momenti in cui ci nascondiamo e ci sottovalutiamo , liberando la nostra identità senza il timore del giudizio altrui. Lacci, corsetti, tessuti pesanti e richiami militari in una collezione tanto costrittiva quanto ribelle,

per ricordarci che i limiti che vediamo sono solo paure che ci guardano, aspettando di essere infrante.

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